Archivio per ‘Psicoterapia’

21 maggio 2012

Secondo meeting del gruppo d’interesse speciale (SIG) sul disturbo ossessivo compulsivo – Abstract Book

di Barbara Barcaccia

Il secondo meeting del gruppo d’interesse speciale (SIG) sul disturbo ossessivo compulsivo, nato all’interno dell’EABCT, si è svolto ad Assisi dal 10 al 13 Maggio 2012. I partecipanti provenivano da Italia, Norvegia, Svezia, Israele, Germania, Olanda e USA.
Si è discusso di argomenti scientifici in un clima estremamente amichevole e collaborativo, prendendo spunto dagli interessanti lavori presentati nel corso del meeting.
Il grado di disabilità causato dal DOC è noto a tutti, ecco perché i ricercatori e i clinici devono unire la proprie forze per approfondire la conoscenza del disturbo e per trovare modi più efficaci per aiutare i pazienti ossessivi.
meeting internazionali tra esperti, come quello di Assisi, hanno lo scopo di offrire un’occasione informale e interattiva di scambiarsi delle idee e promuovere progetti di ricerca e collaborazioni tra studiosi di diversi paesi, oltre a quello di mettere a punto strategie più efficaci per diffondere la conoscenza, anche tra il pubblico, delle terapie evidence-based.
Questo è esattamente ciò che è accaduto nel corso dell’ultimo meeting  EABCT sul disturbo ossessivo compulsivo.

Di seguito il link per scaricare il libro degli abstract.

Libro degli abstract

5 maggio 2012

Distrarsi paga

di Carlo Buonanno 

Le scimmie utilizzano la distrazione per controllare l’impulsività. Qualche anno fa, Theodor A. Evans e Michael J. Beran (2007) lo hanno dimostrato con un paradigma sperimentale già utilizzato negli anni settanta con i bambini (Mischel, et al., 1972; Miller et al., 1976; Toner et al., 1977). L’esperimento è stato condotto con 4 soggetti, impegnati in un compito di accumulo di caramelle. In una delle due condizioni sperimentali e diversamente dall’altra, le caramelle erano disponibili in ogni momento e venivano progressivamente accumulate in un contenitore adiacente all’animale. Tuttavia, l’accesso alle caramelle ne bloccava la somministrazione.

25 aprile 2012

“Io intanto vado….” La nostra esperienza ad Ancona

di Giulia Paradisi, Sara Di Biase, Rita Scotto e Lisa Lari

“Defuse ed emozionate”, vogliamo condividere alcuni momenti della nostra esperienza al Corso esperienziale “Il processo di accettazione in psicoterapia: procedure cognitive e ACT”.

Il corso, organizzato dalla SIPC, dalla APC e SPC, si è tenuto ad Ancona il 20 ed il 21 Aprile ed è stato condotto dalla Dott.ssa C. Perdighe, dalla Dott.ssa B. Barcaccia e dalla Dott.ssa B. Basile.

Gli argomenti presentati hanno riguardato, in breve, la rilevanza del tema dell’accettazione in psicoterapia e le principali procedure dell’ACT quali la defusione, il contatto con il momento presente, l’accettazione esperienziale, l’individuazione dei valori e la relazione terapeutica. La parte teorica si è alternata alle esercitazioni pratiche in modo fluido e con un “timing” molto appropriato. L’ACT ci è stata presentata come un’insieme di tecniche da poter inserire e integrare, qualora si ritenga opportuno e il caso clinico lo richieda, entro una cornice più ampia che rimane quella della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

16 aprile 2012

La Culturally Affirmative Psycotherapy per i pazienti sordi – parte seconda

di Stefania Fadda

In considerazione di quanto esposto nella prima parte rispetto agli aspetti socio-linguistici della sordità, nonché all’impatto che l’etnia, la cultura e caratteristiche quali l’orientamento sessuale hanno sulla reattività al trattamento, viene fortemente raccomandato l’impiego della Culturally Affirmative Psycotherapy (Leigh, 1999). Il punto centrale di questa psicoterapia è proprio quello di comprendere e rispettare le differenze piuttosto che sradicarle. Nel lavoro psicoterapico con le persone sorde, essa richiede auto-consapevolezza da parte dello psicoterapeuta, familiarità con la comunità sorda e la sua cultura e conoscenza degli interventi terapeutici culturalmente sintonici.

1 aprile 2012

Uno studio sugli schemi maladattivi nella Bulimia e nella Depressione

di Roberta Trincas

In questo articolo vorrei descrivere brevemente uno studio in cui sono stati indagati gli schemi maladattivi che accomunano e quelli che consentono di distinguere la Depressione dalla Bulimia. In particolare, gli autori (Waller et al., 2001) hanno confrontato cinque gruppi: non clinici, bulimiche non depresse, bulimiche con depressione media (BD), bulimiche con depressione grave (BD), e pazienti con un disturbo depressivo maggiore (DDM).

L’obiettivo di questo studio è di verificare se disturbi diversi tra loro, ma accomunati da sintomi depressivi, possano essere caratterizzati da schemi maladattivi specifici. A tal fine, gli autori hanno somministrato l’YSQ (Young Schema Questionnaire; Young, 1994) per identificare gli schemi maladattivi e il BDI (Beck Depression Inventory) per discriminare i livelli di depressione. Hanno, inoltre, confrontato due metodi di scoring dell’YSQ. Il primo (Waller et al., in corso di stampa) considera la media dei punteggi agli item in ogni scala; il secondo è il criterio utilizzato da Young, in cui si considera il numero di punteggi alti in ogni scala.