18 maggio 2012

Peccato non esserci stato…

di Carlo Buonanno

Domenica scorsa si è concluso il II meeting europeo sul Disturbo Ossessivo Compulsivo organizzato dal gruppo di interesse sul DOC della EABCT. “Peccato non esserci stato…”. Assisi è da tempo spirito e scienza, nell’occasione teatro raccolto a riflettere su uno dei disturbi più impegnativi per chi si occupa di salute mentale. Controllo, pulisco, conto e riconto, ripulisco e ricontrollo!
Mi fermo a pensare e mi ritrovo in preda ad una facile associazione. Banale. Assisi, roccaforte medievale, stretta tra riti e rituali. Poi penso che questo è il secondo anno e che la cittadella dovrà essersi abituata al ruolo di mediazione e che in fondo sono secoli che gli esseri umani (alcuni) scelgono questo posto per riunirsi in consessi. Per fede o per Sapienza.
Ad Assisi si riflette bene. Era l’aria che tirava l’anno scorso ed è l’aria che è tirata quest’anno. Con qualche presenza italiana in più, a testimoniare lo stato di salute del cognitivismo di casa nostra.
Non posso fare una cronaca, perché non c’ero, ma rimando alle impressioni pubblicate da Erik Andersson sul proprio blog:

prima giornata
(http://rucklab.com/2012/05/11/assisi-day-1/)
seconda giornata
(http://rucklab.com/saturday-report-in-assisi-italy-2/)

Leggendo, mi ricompare in mente il clima dello scorso anno. Regret e ricomincio con il mantra, pardon, la colpevole litania: “peccato non esserci stato… “.
Dimenticavo. Anche questa volta, alla Dr.ssa Barcaccia il merito per l’impeccabile organizzazione. Lo dicono tutti, stranieri compresi. Senza la “r”: thank you, Babara!

5 maggio 2012

Distrarsi paga

di Carlo Buonanno 

Le scimmie utilizzano la distrazione per controllare l’impulsività. Qualche anno fa, Theodor A. Evans e Michael J. Beran (2007) lo hanno dimostrato con un paradigma sperimentale già utilizzato negli anni settanta con i bambini (Mischel, et al., 1972; Miller et al., 1976; Toner et al., 1977). L’esperimento è stato condotto con 4 soggetti, impegnati in un compito di accumulo di caramelle. In una delle due condizioni sperimentali e diversamente dall’altra, le caramelle erano disponibili in ogni momento e venivano progressivamente accumulate in un contenitore adiacente all’animale. Tuttavia, l’accesso alle caramelle ne bloccava la somministrazione. continua a leggere »

25 aprile 2012

“Io intanto vado….” La nostra esperienza ad Ancona

di Giulia Paradisi, Sara Di Biase, Rita Scotto e Lisa Lari

“Defuse ed emozionate”, vogliamo condividere alcuni momenti della nostra esperienza al Corso esperienziale “Il processo di accettazione in psicoterapia: procedure cognitive e ACT”.

Il corso, organizzato dalla SIPC, dalla APC e SPC, si è tenuto ad Ancona il 20 ed il 21 Aprile ed è stato condotto dalla Dott.ssa C. Perdighe, dalla Dott.ssa B. Barcaccia e dalla Dott.ssa B. Basile.

Gli argomenti presentati hanno riguardato, in breve, la rilevanza del tema dell’accettazione in psicoterapia e le principali procedure dell’ACT quali la defusione, il contatto con il momento presente, l’accettazione esperienziale, l’individuazione dei valori e la relazione terapeutica. La parte teorica si è alternata alle esercitazioni pratiche in modo fluido e con un “timing” molto appropriato. L’ACT ci è stata presentata come un’insieme di tecniche da poter inserire e integrare, qualora si ritenga opportuno e il caso clinico lo richieda, entro una cornice più ampia che rimane quella della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. continua a leggere »

16 aprile 2012

La Culturally Affirmative Psycotherapy per i pazienti sordi – parte seconda

di Stefania Fadda

In considerazione di quanto esposto nella prima parte rispetto agli aspetti socio-linguistici della sordità, nonché all’impatto che l’etnia, la cultura e caratteristiche quali l’orientamento sessuale hanno sulla reattività al trattamento, viene fortemente raccomandato l’impiego della Culturally Affirmative Psycotherapy (Leigh, 1999). Il punto centrale di questa psicoterapia è proprio quello di comprendere e rispettare le differenze piuttosto che sradicarle. Nel lavoro psicoterapico con le persone sorde, essa richiede auto-consapevolezza da parte dello psicoterapeuta, familiarità con la comunità sorda e la sua cultura e conoscenza degli interventi terapeutici culturalmente sintonici. continua a leggere »

1 aprile 2012

Uno studio sugli schemi maladattivi nella Bulimia e nella Depressione

di Roberta Trincas

In questo articolo vorrei descrivere brevemente uno studio in cui sono stati indagati gli schemi maladattivi che accomunano e quelli che consentono di distinguere la Depressione dalla Bulimia. In particolare, gli autori (Waller et al., 2001) hanno confrontato cinque gruppi: non clinici, bulimiche non depresse, bulimiche con depressione media (BD), bulimiche con depressione grave (BD), e pazienti con un disturbo depressivo maggiore (DDM).

L’obiettivo di questo studio è di verificare se disturbi diversi tra loro, ma accomunati da sintomi depressivi, possano essere caratterizzati da schemi maladattivi specifici. A tal fine, gli autori hanno somministrato l’YSQ (Young Schema Questionnaire; Young, 1994) per identificare gli schemi maladattivi e il BDI (Beck Depression Inventory) per discriminare i livelli di depressione. Hanno, inoltre, confrontato due metodi di scoring dell’YSQ. Il primo (Waller et al., in corso di stampa) considera la media dei punteggi agli item in ogni scala; il secondo è il criterio utilizzato da Young, in cui si considera il numero di punteggi alti in ogni scala. continua a leggere »